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ISTITUZIONI FINANZIARIE

Nelle fasi iniziali del ciclo di vita, il percorso di crescita delle start-up in chiave finanziaria risulta faticoso. La trasformazione dell’idea in attività, il conseguente avviamento e la prima fase di gestione sono caratterizzati da una totale assenza o da una esigua generazione interna di flussi di cassa che, ove presenti, non consentono, tendenzialmente, la copertura dei relativi fabbisogni e sollecitano pertanto il ricorso a fonti di finanziamento esterne (funding).

Istituzioni Finanziarie Fondazione R&I

Le piccole e nuove imprese innovative, in un sistema che tradizionalmente tende a privilegiare il canale bancario, hanno difficoltà a ottenere finanziamenti attraverso il capitale di debito. Incidono l’elevata rischiosità sia operativa che finanziaria, la limitatezza di track record e le limitate garanzie che queste imprese possono offrire.

In questa prima parte di vita, le startup possono accedere a forme di finanziamento interno, concorrere a bandi pubblici o rivolgersi alle comunità di business angels. Dopodiché devono intervenire fonti più consistenti e qualificate quali Venture Capital e Corporate, e in misura marginale, per progetti particolarmente promettenti corposi fondi a debito.

A

rrivati ad una certa parte del proprio percorso è indispensabile, quindi, che vi sia una adeguata integrazione in termini di offerta di capitale di rischio, fonte di funding concettualmente più idonea per sostenere la crescita di queste realtà nelle prime fasi di vita.

In questo spazio di mercato ad alto potenziale, le istituzioni finanziarie e gli attori della finanza innovativa possono qualificarsi come partners per la crescita attraverso una evoluzione dell’offerta degli strumenti di finanziamento.

Tale evoluzione risponde ad una logica di ribilanciamento del rapporto debito/equity in funzione del rapporto rischio/rendimento, cogliendo l’opportunità di forte cambiamento del sistema in atto, in particolare in termini di apertura al capitale di rischio.

Ne consegue un affinamento e una sempre maggiore sofisticazione dei modelli di valutazione del rischio, con un’ottica forward looking, che consentirà di indirizzare più accuratamente gli investimenti in innovazione in un’ottica di tutela dell’idea, crescita del business e moltiplicazione del capitale.

Nuovi modelli di business

La necessità di sostenere nuovi modelli di business sta portando dunque allo sviluppo di forme di finanziamento alternative al tradizionale canale bancario. Private Equity e Venture Capital, affermatisi già negli altri paesi più avanzati, nel nostro Paese hanno ancora ampi spazi di crescita sia sotto il profilo quantitativo che applicativo.

Vanno emergendo in parallelo nuove formule di entrata e profittabilità per la partecipazione al capitale delle startup, dal private debt al convertible loan fino al work for equity.

Va affermandosi inoltre l’equity crowdfunding, particolarmente adatto per azioni innovative nel sociale e nel sostenibile, affermatosi nei paesi anglosassoni e rispetto al quale l’Italia è stato il primo paese in Europa ad aver adottato una normativa specificamente dedicata.

Il ruolo della finanza innovativa è centrale nel sostenere nuove iniziative imprenditoriali ad alta crescita, che hanno nella ricerca e nel capitale umano i principali assets.

Laddove il ruolo della finanza innovativa ha la possibilità di operare in parallelo con gli interessi della Grande Imprese e delle istituzioni scientifiche, le giovani imprese innovative ne risultano beneficiate in maniera esponenziale sia sul fronte della raccolta di fondi che per quanto attiene l’exit.

Istituzioni Finanziarie in rapporto con FR&I
Intesa Sanpaolo
Fondo Italiano di Investimento
Invitalia