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Che cosa è l’innovazione?

di Amedeo Pata

Negli ultimi anni, la parola innovazione è stata usata in tutti i campi, siano essi tecnologici che di business, con l’accezione di apporto di un significativo cambiamento positivo.

L’innovazione genera novità, cambiamento, trasformazione tramite la realizzazione di un nuovo prodotto con l’utilizzo di una nuova tecnologia oppure con il miglioramento del metodo produttivo piuttosto che una nuova interpretazione in un contesto politico, economico o sociale che, entrambi, possono apportare miglioramenti incrementali oppure delle modifiche radicali al mercato.

È fondamentale sottolineare che quando le imprese «fanno innovazione», il loro fine ultimo è quello di creare un valore distintivo che si traduce nei propri prodotti, soluzioni e servizi tramite nuove funzionalità che realizzano un vantaggio competitivo e che il mercato ed i Clienti riconoscono e che sono intenzionati e desiderosi di acquistare. 

Il fine ultimo dell’innovazione è quello di ottenere un ritorno economico.

Purtroppo, specialmente nelle Grandi Imprese, l’innovazione viene spesso associata esclusivamente alle tecnologie e quindi alle unità di R&S e quindi ad azioni che mirano alla creazione di nuovi prodotti mentre l’innovazione è pervasiva di tutta la value chain interna dell’azienda sia dall’inception di nuovi prodotti ma anche alla gestione quotidiana del business tramite nuovi processi che possano, ad esempio, abbattere costi o acquisire nuovi Clienti e Mercati.

Le imprese hanno il proprio sostentamento tramite la realizzazione di ricavi derivanti dai propri prodotti ed i loro azionisti si attendono, con il passare degli anni, un andamento positivo. Credere che i propri prodotti possano sopravvivere immutati nel tempo portando ad all’aumento dei ricavi atteso, è sicuramente lo sbaglio maggiore che si possa commettere; difatti se si lasciano invariati i prodotti i loro ricavi sono destinati a decrescere. E questo è ancor più vero nei mercati altamente tecnologici.

Conoscere, individuare ed analizzare le principali forze che possono determinare il calo dei ricavi e la riduzione della redditività a lungo termine dell’impresa, permette di intraprendere politiche di contrasto per confermare o acquisire un nuovo vantaggio competitivo.

Queste sono ben individuate da Porter nel suo Modello delle 5 Forze:

  1. Concorrenza Diretta, ossia la rivalità tra concorrenti esistenti
  2. Nuovi Entranti, ossia la minaccia di nuovi concorrenti
  3. Potere dei Clienti, che possono esercitare il loro potere contrattuale
  4. Potere dei Fornitori che possono alzare i prezzi delle proprie forniture
  5. Minaccia di prodotti / servizi sostitutivi che sono rivolti a Clienti e Mercati differenti ma che riescono ad assolvere le funzioni dei prodotti di questo mercato catturandone una fetta perché hanno caratteristiche più appetibili (ad es. un costo più basso)

 

[Modello delle 5 forze di Porter]

Il modello delle 5 forze competitive di Porter è stato sviluppato da Michael Eugene Porter professore dell’università di Harvard nel 1982.

L’innovazione è uno degli strumenti necessari per contrastare le forze della competizione e mantenere ed incrementare il valore del proprio portafoglio prodotti per realizzare un flusso ricavi crescente così come richiesto dagli stakeholder ed azionisti della Impresa.

In questo periodo di forte accelerazione, di spinta tecnologica tramite la digitalizzazione nonché di creazione ed accesso a nuovi mercati, l’innovazione è indubbiamente una chiave per la crescita economica.

Articolo di Amedeo Pata

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