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Pubblicato il documento: “Materiali per una politica rivolta all’industria 4.0 inclusivo di Start Up e PMI innovative”

Il Rapporto offre molteplici spunti di riflessione sul tema dell’open innovation, evidenziando i principali problemi che l’Italia deve superare per affrontare il cambio di paradigma che vede coinvolti tutti i soggetti dell’ecosistema produttivo: imprenditori, università, istituzioni finanziarie, grandi e piccole imprese, decisori pubblici. Per promuovere il “rinascimento industriale”, è necessario che si sviluppi un nuovo modello produttivo ancor più orientato all’innovazione.

Nuove linee di policy da adottare, con particolare attenzione alla necessità di includere nei piani di sviluppo anche il sostegno alle start up e alle piccole e medie imprese innovative.

La visione è quella di promuovere politiche industriali dell’innovazione bottom-up che recepiscano e supportino i processi innovativi emergenti.

Il sistema produttivo mondiale, e quello italiano, stanno vivendo una fase di profondo cambiamento. L’avvento della cosiddetta quarta rivoluzione industriale supera il concetto di automazione introdotto negli anni Settanta e prevede l’utilizzo delle più recenti innovazioni tecnologiche come l’additive manufacturing, i Big Data, Internet of Things, ecc. La progressiva digitalizzazione dei processi consente di creare un flusso continuo di informazioni tra utilizzatori e produttori lungo tutta la filiera del valore.

Gli effetti della diffusione di Industria 4.0 saranno consistenti e pervasivi, coinvolgendo trasversalmente tutto il sistema economico.

Il sistema aziendale dovrà necessariamente aprirsi secondo logiche di open innovation e sviluppare network attraverso cui accedere a informazioni, risorse, professionalità, competenze, risultati di ricerca esterni da valorizzare nel proprio business model. Occorre creare ambienti più collaborativi e promuovere la valorizzazione delle interdipendenze.

Nel mondo produttivo, le start up e le piccole e medie imprese innovative tech-based possono assumere un ruolo di primo piano nel favorire l’innovazione, come ben sottolineato nel Rapporto. È necessario promuovere la collaborazione tra attori diversi (grandi imprese private, imprese a partecipazione pubblica, imprese dei distretti, medie imprese), con il fine di colmare il gap tecnologico che contraddistingue il nostro sistema produttivo.

A favorire un circuito virtuoso di trasferimento tecnologico può contribuire anche la logica di filiera, con l’impresa capofila che, agendo da leader, si assume il ruolo di diffondere tecnologie 4.0 lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo anche le imprese più piccole.

Per sostenere il processo di trasformazione è fondamentale la formazione di capitale umano, con una grande attenzione allo sviluppo di nuove competenze necessarie ad affrontare i lavori di domani e la ricerca universitaria, con un ruolo di primo piano per la creazione di spin off e start up innovative.

La mancanza in Italia di consolidate e qualificate esperienze in tema di trasferimento tecnologico invece costituisce un limite importante al potenziamento dell’ecosistema dell’innovazione.

È sempre più necessario che le università e gli enti nazionali di ricerca diventino protagonisti strategici nel vincere la sfida dell’innovazione e di Industria 4.0, coordinandosi e interagendo sempre più frequentemente con il mondo aziendale. In questo senso il Piano Nazionale Industria 4.0, che promuove, tra le altre iniziative una rete di Competence Center, aggregati intorno a sedi universitarie e Digital lnnovation Hub, per diffondere informazione e formazione di base, e che hanno lo scopo di sostenere la ricerca applicata, costituisce un importante passo avanti verso la definizione di una vera e propria strategia del trasferimento tecnologico.

Anche il sistema finanziario gioca un ruolo di primissimo piano nella sfida 4.0, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle start up innovative, che presentano peculiarità e difficoltà specifiche.

La necessità di sostenere nuovi modelli di business porterà allo sviluppo di forme di finanziamento alternative al tradizionale canale bancario. Private equity e venture capital hanno ampi spazi di crescita nel nostro paese.

L’Italia è peraltro stato il primo paese in Europa ad aver adottato una normativa specificamente dedicata all’equity crowdfunding, a conferma dell’interesse crescente verso queste tematiche.

Come emerge chiaramente dalla lettura del Rapporto, la rapidità e pervasività dei cambiamenti indotti da Industria 4.0 richiederà un crescente sforzo di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti al fine di cogliere questa sfida come un’opportunità per il rilancio del Paese.

Gregorio De Felice Chief economist and Head of Research Intesa Sanpaolo Membro del Comitato Tecnico-Scientifico Fondazione R&l

Dicembre 15, 2017