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Aprire l’università al trasferimento tecnologico

di Riccardo Varaldo su NOVA Il Sole 24 Ore

Una proposta per mirati e più avanzati livelli di flessibilità accademica

“Le università world class si contraddistinguono non solo per alti meriti scientifici ma anche per essere componenti chiave dell’ecosistema dell’innovazione, quali fornitrici privilegiate di conoscenze e competenze, frutto della ricerca e della formazione. Questa evoluzione ha coinvolto solo in minima parte l’università italiana, privando così il Paese di un potente driver di innovazione.

Il Paese non può permettersi il lusso di avere una metrica di valutazione e di premio del merito universitario tutta centrata sulla produttività scientifica dei ricercatori, come conquista a sé, trascurando l’esigenza di una nuova politica industriale orientata all’innovazione dove l’Università è chiamata a rivestire un ruolo chiave per le sue capacità di ricerca ma anche di trasferimento al mercato dei relativi risultati…

… L’occasione della nuova rivoluzione industriale 4.0, accentuando il ruolo dell’innovazione tecnologica e organizzativa come acceleratore della trasformazione digitale dell’industria, va sfruttata per mettere in moto e dare forza ad una specifica strategia del trasferimento tecnologico per tradurre la ricerca in nuovi processi, prodotti e servizi, facendo leva sulla generazione di startup a base tecnologica.”

3 ingredienti per riuscire: tempo per attrezzarsi e imparare a fare bene il trasferimento tecnologico, leadership di una governance universitaria efficace e dinamica che guarda al futuro, solidità e sostenibilità economica della proposta progettuale.

Articolo di Riccaldo Varaldo su NOVA Il Sole 24ORE del 22/04/2018

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